Vegetoterapia carattero analitica
La vegetoterapia carattero analitica è una psicoterapia che, attraverso semplici esercizi corporei, finalizzati a sciogliere le tensioni muscolari, ha lo scopo di rendere manifesti emozioni e sentimenti, fino a quel momento nascosti, e di integrarli con le sensazioni e i pensieri della persona.
Questo metodo fu messo a punto dal medico e psicanalista Wilhelm Reich e perfezionato dai suoi allievi. Egli, con la sua primaria attenzione al corpo e al respiro, divenne in tal modo il padre di tutte le terapie a mediazione corporea.
I sette "anelli"
Secondo Reich nel nostro corpo sono presenti sette “anelli”, che a volte possiamo anche chiaramente percepire, dove si concentrano le tensioni: occhi, bocca, collo, torace, diaframma, addome, bacino.
Esse si strutturano fin dalla nascita, a partire dalle tensioni che si formano a livello della testa, le più antiche, per poi interessare, nell’ordine, tutte le altre aree in direzione testa-piedi.
La funzione di queste tensioni è duplice: trattenere il ricordo spiacevole, traumatico, doloroso non permettendo che diventi cosciente e, al tempo stesso, proteggere i livelli superiori da un eccesso di energia, con lo scopo ultimo di preservare la testa e proteggere il cervello da possibili danni.
Quando queste tensioni non sono transitorie, finalizzate a superare particolari difficoltà della vita, ma diventano croniche, possono portare a disturbi psichici, fisici e a malattia.
Il trattamento degli anelli reichiani nella vegetoterapia parte rigorosamente dagli occhi e dalla bocca, dove le tensioni si strutturano già nel periodo neonatale, riducendo in tal modo la funzionalità dei movimenti.
È come operare il restauro di una casa, rinforzandone le fondamenta.
Il compimento, da parte della persona, di semplici esercizi, chiamati “actings”, fa sì che gradualmente si liberino le tensioni accumulate e, con esse, la persona percepisca le sensazioni corporee e le emozioni che provava quando quelle stesse emozioni si sono formate.
La presenza e la vicinanza emotiva del terapeuta aiuta il paziente ad esprimere e a rivivere completamente quegli antichi vissuti, questa volta in un ambiente sicuro e accogliente.
Si tratta prima di tutto di una liberazione di energia che, a quel punto, può fluire liberamente nel corpo, senza più richiedere le tensioni muscolari che in precedenza erano necessarie per tenerla legata e nascosta alla coscienza.
Questo processo è accompagnato dal colloquio che punta a connettere fra loro sensazioni, emozioni e pensieri della persona.
L’attenzione è concentrata sulle relazioni affettive più antiche e sul loro influsso su quelle del presente.
L'"analisi del carattere"
Parallelamente viene portata avanti “l’analisi del carattere”, necessaria per rafforzare la comprensione di sé e la conseguente motivazione a permettere lo spontaneo cambiamento dei comportamenti disfunzionali.
Nel “portar fuori”, rendere esprimibili i vissuti che via via si presentano, la persona si trova a vivere più serenamente la sua quotidianità dalla quale, se ne accorgerà poi, scompaiono gradualmente gli atteggiamenti che la rendevano penosa e difficile.
Il fatto di sistemare per primi occhi e bocca fa sì che la persona riesca a vedere e comprendere ciò che la circonda in una maniera sempre più aderente alla realtà e che divenga anche più efficace nel comunicare i suoi vissuti e le sue necessità.
Questo approccio si è rivelato efficace anche per problematiche di particolare complessità che affondano le loro origini nel passato più antico dell’individuo.
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